In occasione della mostra “da MAGRITTE a DUCHAMP. 1929: Il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou”, la Fondazione BLU Palazzo d’Arte e Cultura propone un ciclo di incontri che si svolgeranno presso l’Auditorium, in via Pietro Toselli 27 di Pisa, durante il corso della mostra.

Il ciclo di appuntamenti indagherà il movimento Surrealista e il periodo storico, artistico, culturale a esso collegato, con scrittori, critici d'arte, autori e professori di altre discipline che potranno dare più ampio respiro ai temi che la mostra offre.


martedì 13 novembre 2018, ore 17.00

Mille volta dada

con Valerio Magrelli
scrittore, poeta e critico letterario

Valerio Magrelli

Il titolo vuole indicare l’eccezionale vitalità di un movimento che nel giro di pochi anni, da New York, Barcellona, Zurigo, Hannover, Berlino, Colonia e Parigi, ha raggiunto un’oltranza estetica senza pari. Ironica e nichilista, la sua rivolta appare come il limite estremo dello sperimentalismo moderno.

Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Traduttore e saggista, è ordinario di Letteratura francese all'Università di Cassino. Fra i suoi lavori critici, Profilo del dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione all'opera di Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell'opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, L'Harmattan 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana Scrittori tradotti da scrittori. Nel 2002 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Collabora alle pagine culturali di testate nazionali come La Repubblica, Il Messaggero e Avvenire.

giovedì 13 dicembre 2018, ore 17.00

MATCH: l'incontro tra due maghi del Surrealismo, Magritte e Mirò

con Marco di Capua
storico dell’arte, docente e giornalista

Marco di Capua

L'incontro è un match, giocato tutto sul ring del surrealismo più puro, tra l'alta, enigmatica figurazione di René Magritte e la libera astrazione di Juan Mirò. In questo contesto diventano fattori decisivi una diversa gestione del talento, del gesto stesso della pittura, l'elaborazione di fondi dolorosi (Magritte) o l'esaltazione di una specie di innocenza (Mirò), oltreché la connessione di entrambi gli artisti con la loro cultura nazionale, la belga e la spagnola, e con la letteratura del tempo.

Nato a Napoli nel 1959, è docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli e direttore della rivista Zeusi. Linguaggi contemporanei di sempre. Come critico d’arte ha scritto per Il Giornale di Montanelli e collabora a L’Unità e a Panorama. È curatore di mostre di artisti contemporanei in gallerie e musei, tra le tante Continuità dell’immagine (Mole Vanvitelliana, Ancona, 1998), Metropolitanscape. Pesaggi urbani nell’arte contemporanea (Palazzo Cavour, Torino, 2006). È stato Commissario della XIII Quadriennale d’Arte di Roma, Proiezioni 2000, e nel 2011 ha fatto parte del Comitato di studio per la 54° Biennale di Venezia, Lo stato dell’arte. Regioni d’Italia. Nel 2002 ha pubblicato la monografia Dalì, la vita e l’opera (Mondadori). Nel 2012 ha scritto In che sangue avanzare? per Nuovi Argomenti, narrazione sulla figura di Jackson Pollock.

lunedì 14 gennaio 2018, ore 17.00

SCHERZI DA SURREALISTA: Perché Duchamp mise i baffi alla Gioconda?

con Marco Carminati
storico dell’arte e giornalista de IlSole24Ore

Marco Carminati

L’irriverente "irruzione" operata da Duchamp sul capolavoro di Leonardo è uno dei più riusciti episodi di "profanazione" dell’incombente icona leonardesca. Un divertente viaggio attraverso il "mito della Gioconda" ci porterà a constatare che il quadro più celebre al mondo è stato anche il più... preso in giro.

Marco Carminati è nato a Milano nel 1961 e qui si è laureato in Storia dell'Arte Medievale e Moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Giornalista professionista, è caposervizio responsabile delle pagine di arte, architettura, design e beni culturali dell’inserto Domenica del Sole 24 Ore. Da anni è impegnato nell'organizzazione delle pagine dedicate agli eventi speciali e ha ideato e curato molto iniziative collaterali pubblicate dal 2003 a oggi con il Sole 24 Ore, tra cui varie collane dedicate ai capolavori dell’arte, ai grandi pittori, ai grandi musei e alla storia dell’arte.

mercoledì 30 gennaio 2018, ore 17.00

Oltre un secolo di malintesi tra arte e psicoanalisi; dagli equivoci 'squisiti' di Breton alle ambizioni della neuro estetica

con Simona Argentieri
psicanalista e saggista

Simona Argentieri

L'incontro tra arte e psicoanalisi è connotato da grande fascino, ma è di statuto teorico incerto. Fin dalle origini, si mescolano e si intrecciano ambiguamente criteri estetici, etici e psicopatologici, dai quali derivano equivoci e malintesi: che sia la follia a generare la creatività, che sia possibile decifrare la psicopatologia dell'artista a partire dall'opera, che l'esercizio creativo sia in sé terapeutico; o per contro che la psicoanalisi sia controindicata per gli artisti, in quanto inaridirebbe la fonte della loro ispirazione… Ai nostri giorni, assistiamo al diffondersi della pratica dell’Arteterapia; mentre la Neuroestetica, indagando le aree cerebrali coinvolte e le variazioni del livello ematico di alcune sostanze (i cosiddetti neurotrasmettitori) pretende di svelare il mistero della creatività e del godimento estetico.

Psicoanalista italiana, si è laureata a Roma in Medicina e Chirurgia. È socia e didatta dell'Associazione Italiana di Psicoanalisi e dell'International Psycho-Analytical Association (IPA). I suoi principali interessi scientifici hanno riguardato i processi mentali precoci, il rapporto mente-corpo, la relazione tra arte e psicoanalisi, la sessualità femminile, i processi creativi. Collaboratrice delle principali testate italiane nazionali e di riviste come MicroMega, è autrice di numerose pubblicazioni in ambito psicoanalitico, letterario e culturale tra cui si ricordano: La Babele dell’inconscio (Cortina Raffaello 1990), Freud a Hollywood (Rai Libri 1999) e Freud e l'arte. La collezione privata di arte antica (Il Pensiero Scientifico 2005).